Mediazione civile e commerciale

Con la riforma del processo civile (L. 69/2009) il Parlamento italiano, anche al fine di ridurre i gravissimi ritardi processuali ed assicurare ai cittadini tempi e costi della giustizia sempre più contenuti, ha introdotto l’istituto della mediazione civile e commerciale quale strumento necessario per giungere in tempi brevi alla conciliazione. Uno strumento moderno, già in uso in molti altri Paesi europei, con risultati molto positivi. La gestione è affidata ad enti pubblici e privati, previa autorizzazione ministeriale che ne riconosca i requisiti di professionalità, la struttura organizzativa e la sua diffusione sul territorio nazionale, così come previsto dalla legge.

Con il DLgs 28/2010 e il Decreto legge 69/2013 la conciliazione in materia civile e commerciale diventa obbligatoria, ovvero il Ministero della Giustizia ha previsto un tentativo obbligatorio di conciliazione quale condizione di procedibilità delle azioni giudiziarie relative a controversie in materia di:

  • condominio
  • diritti reali
  • divisione
  • successioni ereditarie
  • patti di famiglia
  • locazioni
  • comodato
  • affitto di aziende
  • risarcimento del danno derivante da:
    • responsabilità medica e sanitaria
    • diffamazione con il mezzo della stampa
  • contratti assicurativi, bancari, finanziari

Oltre ai casi di mediazione obbligatoria, avremo quella prescritta dal Giudice, denominata mediazione delegata, oppure attivata spontaneamente dalle parti, denominata mediazione libera.

Perché una mediazione possa essere attivata è necessario che si rimanga nell’area dei diritti disponibili.

La mediazione civile e commerciale prevede:

  1. un incontro preliminare, informativo e di programmazione, in cui le parti, davanti al mediatore, constatano la possibilità di poter procedere alla mediazione, con un costo contenuto e finalizzato alle sole spese di avvio per l’incontro preliminare;
  2. un limite temporale della durata della mediazione, pari a 3 mesi, trascorsi i quali i processo può essere iniziato o proseguito se la mediazione non ha raggiunto l’accordo;
  3. l’accordo di mediazione acquisisce la stessa validità di una sentenza con valore di titolo esecutivo se controfirmato dalle parti e dai loro legali che li assistono e che dichiarano l’accordo essere conforme all’Ordine Pubblico e alle Leggi Imperative;
  4. l’accordo di mediazione è esente dall’imposta di bollo e da ogni tassa o diritto;
  5. si ha diritto ad un credito di imposta sull’indennità versata ad esito positivo fino ad € 500,00.

L’iniziativa della mediazione è quella di far passare le parti da uno stato di competizione ad uno di collaborazione, nell’affermazione delle regole di un buon vivere civile.

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